News per Miccia corta

14 - 10 - 2005

La Cassazione mette la parola fine sulle stragi: neofascisti assolti

Corriere della Sera, 14 ottobre 2005

Strage di Milano, neofascisti assolti
La Cassazione conferma: senza mandanti la bomba in Questura
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Maggi: chiedo i danni

MILANO - Una giornata di ordinaria giustizia non pervenuta per una strage, stavolta nel processo (il quinto) per la bomba a mano lanciata il 17 maggio 1973 contro l'allora ministro degli Interni, Mariano Rumor, dal sedicente anarchico Gianfranco Bertoli, che di fronte alla Questura milanese di via Fatebenefratelli uccise 4 persone e ne ferí 45. Una giornata che comincia di mattina, con la perorazione del sostituto procuratore generale della Cassazione, Tindari Baglione: «Non voglio passare alla storia come il magistrato che chiede di far calare il sipario sulla strage della questura di Milano, una strage enorme rimasta impunita». Che prosegue con l'invocazione ai giudici dell'avvocato di parte civile dei familiari delle vittime: «Non fate finire con una assoluzione l'ennesimo processo per strage, anche se è cosí che (tranne Brescia) sono sempre finiti questi processi in Italia». E che finisce in serata, ad assoluzione sancita, con l'amara analisi dell'avvocato di parte civile del Comune di Milano, Corso Bovio: «Vero che dopo 30 anni è senz'altro difficile trovare le tracce della responsabilitá , ma mi rimane dentro il sospetto che agli inquirenti abbiano messo i bastoni tra le ruote». Da ieri, dopo giá  per la strage di piazza Fontana, anche per quella di via Fatebenefratelli la giustizia italiana certifica di non aver saputo raggiungere la veritá  sui mandanti: non furono i due neofascisti di Ordine Nuovo, Carlo Maria Maggi e Francesco Neami, incriminati sulla scorta delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Carlo Digilio e Martino Siciliano, ma ieri assolti definitivamente dalla prima sezione della Cassazione. Il verdetto ha infatti confermato la seconda sentenza assolutoria pronunciata dalla Corte di Assise di Appello di Milano l'1 dicembre 2004, al termine dell'appello-bis ordinato l'1 luglio 2003 quando la Cassazione annulló la prima assoluzione in Appello dei due ordinovisti, che invece in primo grado erano stati condannati il 27 settembre 2002.
Il pg della Cassazione, Tindari Baglione, sostenendo il ricorso proposto dal pg milanese Laura Bertolé Viale, aveva prospettato che l'assoluzione in appello fosse stata frutto di una «valutazione delle prove in maniera parcellizzata che non ha effettuato gli evidenti collegamenti probatori».
I difensori degli imputati, gli avvocati Mauro Rocco e Paolo Tedaldi, avevano invece valorizzato la «patente di inattendibilitá » con la quale a loro avviso il collaboratore Digilio era uscito dai vari gradi di giudizio, rilevando come il processo d'appello-bis avesse provveduto a «riscandagliare fatti e responsabilitá  in maniera ben piú ampia di quanto disposto dall'annullamento della Cassazione, senza peró giungere a conclusioni diverse sull'assoluzione».
E ora, se la vicenda giudiziaria arriva al capolinea amaro per i familiari delle vittime, promette di avere una coda di rivincita per l'imputato assolto Maggi, il cui avvocato annuncia «pronta la richiesta di indennizzo economico per la carcerazione preventiva subíta per le stragi di Piazza Fontana e di via Fatebenefratelli: l'immagine di medico di Maggi - lamenta - ha risentito moltissimo di un'accusa infamante come quella di strage».
lferrarella@corriere.it Luigi Ferrarella

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Cinque processi
Sulla base delle dichiarazioni dei pentiti Carlo Digilio e Martino Siciliano, vennero accusati come mandanti della strage milanese Carlo Maria Maggi e Francesco Neami, neofascisti di Ordine Nuovo. Dopo cinque processi, ieri la Cassazione ha confermato la loro assoluzione

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17 maggio 1973
Nel cortile della Questura di Milano al termine della cerimonia per l`anniversario dell`uccisione del commissario Luigi Calabresi, Gianfranco Bertoli lancia una bomba a mano. I morti sono quattro e i feriti 45. Bertoli, arrestato, dice di aver agito da solo.
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