News per Miccia corta

09 - 09 - 2008

De Luna: «Uno strappo gravissimo, ormai hanno legittimato anche l`esercito di Saló»

 

(Liberazione, martedí 9 settembre 2008)





Vittorio Bonanni




Ci risiamo. La destra italiana, e in particolare quella che fa riferimento ad Alleanza Nazionale, proprio non ce la fa a smarcarsi dal proprio passato. Se da un lato il sindaco di Roma Alemanno non considera il fascismo come "male assoluto", come invece fece Fini nel 2003, il ministro della Difesa La Russa fa un salto di qualitá  nel difendere le stesse strutture istituzionali della Repubblica di Saló, equiparando l'esperienza repubblichina a quella della Resistenza. Un quadro inquietante che abbiamo chiesto di commentare a Giovanni De Luna, docente di storia contemporanea all'Universitá  di Torino. «Bisogna sottolineare la gravitá  del passaggio dai ragazzi di Saló all'esaltazione del battaglione Nembo. Perché di questo si tratta. Quando La Russa nel suo intervento fa riferimento ad autorevoli interventi istituzionali che in precedenza avevano reso omaggio a Saló è evidente il richiamo al vecchio discorso di Luciano Violante. Peró proprio in questo senso l'escalation è impressionante. Perché i ragazzi di Saló avevano in qualche modo una connotazione generazionale e quella dichiarazione richiamava di piú l'irresponsabilitá  dell'adolescenza che la consapevolezza politica. Insomma era un generoso riconoscimento di quei ragazzi. Qui no, il ministro fa riferimento decisamente e precisamente ad un corpo militare della Repubblica di Saló e non ai ragazzi o ai soldati. E' stato messo in campo un argomento mai penetrato all'interno delle nostre istituzioni. Una ferita grave al patto repubblicano di questo paese».

 

E alla Costituzione italiana, non crede?

Certamente, perché il patto istituzionale di questo paese da cui era nata la Repubblica era stato concepito contro il rapporto totalitarismo-istituzioni, contro il rapporto ideologia totalitaria-esercito, che era stata la quintessenza del fascismo e della repubblica di Saló. Io mi chiedo a questo punto come reagiranno gli ebrei, come reagiranno le comunitá  ebraiche. Perché le strutture dell'esercito di Saló furono quelle che operativamente resero possibili i rastrellamenti degli ebrei e le deportazioni. Senza la Rsi quei treni non sarebbero mai partiti, i convogli che arrivarono ad Auschiwtz non si sarebbero mai mossi dall'Italia senza le infrastrutture logistiche e l'organizzazione militare della Repubblica di Saló. Si tratta dunque di uno strappo che non puó essere sottovalutato nella coscienza di tutti i cittadini italiani ma soprattutto rispetto a chi su quel tipo di memoria è piú sensibile proprio per la tragedia che ha vissuto. Mi chiedo ora, dopo le dichiarazioni di Alemanno e di La Russa, come si fa ancora a prendere per buona questa sorta di revisione práªt-á -porter che An ha fatto rispetto al suo rapporto con il fascismo.

 

Come è stato possibile arrivare a questo punto, dai ragazzi di Saló di Violante all'esaltazione del Nembo? In altre parole di che cosa si alimenta questa pericolosa nostalgia per il fascismo?

La cosa piú preoccupante di queste esternazioni di La Russa è il vuoto all'interno del quale precipitano. C'è stata una sorta di regressione sul piano della memoria storica di questo paese e dal punto di vista delle istituzioni ormai c'è solo il presidente della Repubblica che tutela la memoria e la storia. Le altre cariche istituzionali, a partire dal Presidente del Consiglio Berlusconi, sono totalmente disinteressate ad ogni tipo di rapporto con il passato che non sia quello strumentale di andare a pagare i danni a Gheddafi per potere avere il petrolio. Forza Italia non è minimamente interessata ad un discorso sul passato; la Lega si presenta come un soggetto politico nuovo interessato solo a portare critiche all'assetto repubblicano sul piano di un federalismo esasperato. Nel centro-destra c'è dunque solo An che ha questo legame con il passato e che trova nel suo rapporto conflittuale con l'antifascismo la sua legittimazione.

 

E a sinistra?

Le cose non vanno certamente meglio. Al di lá  delle grottesche imbalsamazioni del passato per il resto c'è il vuoto. Non esiste una memoria della sinistra che in qualche modo contrasti quella della destra. E nessuna capacitá  di imporre un proprio albero genealogico, un proprio album di famiglia che in qualche modo ancori i valori degli italiani ad un percorso nitido, riconoscibile, un percorso fatto di inclusioni e non di esclusioni.

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