News per Miccia corta

09 - 09 - 2008

Ciampi: "La Storia non si puó cancellare impossibile annullare certe distinzioni"ÂŁ

 

(la Repubblica, marted├ş 9 settembre 2008)

 




GIOVANNA CASADIO




ROMA - ┬źNon tutte le scelte furono uguali, non tutti i comportamenti lo furono. Certe distinzioni non si possono annullare, non si debbono┬╗. Va con la memoria all'8 settembre del 1943, Carlo Azeglio Ciampi. ┬źCosa fu per noi, per la generazione che l'ha vissuto?┬╗, ├Ę la riflessione da cui hanno preso le mosse molti suoi discorsi nei sette anni al Quirinale. A Santa Severa ancora per qualche giorno di vacanza, il presidente emerito - allora sottotenente, dopo l'armistizio dell'8 settembre rifiut├│ di aderire alla Repubblica di Sal├│ e inizi├│ la militanza antifascista nel partito d'Azione - insiste su un punto, che bisogna cio├Ę consegnare alle giovani generazioni un lascito non ambiguo: ┬źRicordarsi e perseguire i valori costituzionali┬╗ e rammentare: la storia non si pu├│ cancellare.

Presidente Ciampi, ├Ę un 8 settembre di polemiche. Il ministro La Russa ha reso omaggio ai militari della Repubblica sociale perch├ę ┬źcombatterono credendo dal loro punto di vista nella difesa della patria┬╗.

┬źNon vorrei entrare nelle polemiche. L'8 settembre ricordiamolo come ha fatto il presidente Napolitano, cos├ş si deve┬╗.

L'8 settembre fu una dura prova per gli italiani?

┬źL'ho vissuto in prima persona e fu il periodo pi├║ difficile della mia vita, lontano dal reparto, solo. In quei momenti, uno si rivolge alla propria coscienza per sapere cosa fare. Ho ricordato quelle terribili giornate e quegli episodi di valore in tante circostanze, andando a Cefalonia, consegnando la medaglia d'oro a Piombino, commemorando alle Bocche di Bonifacio la Corazzata Roma. Furono momenti drammatici per la mancanza di chiarezza e che impegnarono a una scelta. Ma ├Ę l├ş che la Patria si ├Ę riaffermata nella coscienza di ciascuno di noi┬╗.

C'├Ę qualche fatto di quel periodo che lei vuole oggi rievocare?

┬źNon furono scelte facili. Un episodio ora mi viene alla mente. Alla fine della guerra, nel '45, tornai nella mia Toscana. Ero in treno da Firenze a Livorno e incontrai nello scompartimento un vecchio compagno di scuola, ci scambiammo le nostre esperienze, lui aveva aderito alla Rsi. Non entrammo tra noi in discussioni, ci guardammo negli occhi. Per fortuna durante quel periodo non ci siamo trovati l'uno contro l'altro e fu spontaneo abbracciarci┬╗.

Un gesto di comprensione?

┬źUna cosa ├Ę lo spirito di pacificazione all'interno dei popoli, altra i valori che non sono uguali, e guai se questo diventa un giudizio storico. Abbracciarsi come facemmo io e quel mio compagno ├Ę un altro tipo di sentimenti, perch├ę finito lo scontro, la guerra, le contrapposizioni, ci riconoscemmo concittadini italiani ed europei┬╗.

I torti non possono essere dimenticati?

┬źCon commozione ricordo il discorso del presidente tedesco Rau a Marzabotto nel 2002. Rau s'inchin├│ ai martiri, parl├│ del profondo senso di dolore e di vergogna, degli "assassini in divisa nera come le iene...". Questa ├Ę la memoria┬╗.

Il sindaco Alemanno ha citato le parole che lei pronunci├│ nel sessantesimo anniversario della difesa di Roma sulla patria che sembrava morta e seppe rigenerarsi.

┬źSi tocca il fondo e poi si riprende ad andare avanti. Vanno richiamati i valori fondamentali dei cittadini italiani, l'amore di patria intesa non come retorica bens├ş come sentimento di orgoglio del proprio popolo. Le distinzioni per├│ non si debbono annullare. Poi il paese si ├Ę trovato di nuovo riunito nella ricostruzione materiale ma soprattutto morale e civile. Occorre sempre la chiarezza di individuare i veri valori che hanno trovato espressione nella nostra Costituzione e nelle scelte che facemmo allora┬╗.

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