News per Miccia corta

07 - 09 - 2008

Milano, guerriglia polizia-centri sociali

 

(la Repubblica, domenica 7 settembre 2008)

 

 

 

 



I tafferugli sono esplosi per l'arrivo in piazza di un esponente leghista

 

 

 

SANDRO DE RICCARDIS

 



MILANO - Il leghista Costante Ranzini, presidente della commissione sicurezza nel consiglio di zona 8, tenta di entrare nello spiazzo davanti al cimitero Maggiore con un foulard verde in bella mostra infilato nel taschino della giacca, e la manifestazione dei centri sociali contro l'inaugurazione di Cuore Nero, il circolo di estrema destra, s'infiamma in attimo.

 

Sono da poco passate le 17.30. Poco piú in lá  i leader del movimento stanno chiedendo alla polizia di far avanzare gli oltre duecento manifestanti fino all'angolo con via Pareto, lungo viale Certosa, «per essere piú vicini ai residenti - dice ai funzionari della Digos Abo, 22 anni, portavoce del centro sociale Torchiera - e rompere il muro di silenzio delle istituzioni sull'apertura di un centro neofascista in cittá ».

 

La discussione è vivace ma tranquilla. Fino quando l'anziano leghista tenta di entrare nella piazza. La miccia si accende. La polizia tenta di allontanarlo, ma i ragazzi dei centri sociali superano il cordone di agenti e gli parlano a muso duro: «Non sei ben accetto in questa piazza con quel foulardino. Sei un provocatore». La sua risposta serafica - «Questa è una piazza libera» - mette in moto un fiume di gente fino allora contenuto dalla polizia, e spinge il presidio venti metri piú avanti, mentre partono fumogeni e petardi, manganellate e pugni, bottiglie di vetro e transenne che volano in aria pericolosamente. Uno scontro che si ripete pochi minuti dopo, con un contatto ancora piú violento tra manifestanti e forze dell'ordine. Proprio accanto ai disordini, resiste ancora lo scheletro bruciacchiato della vecchia sede di Cuore Nero, andata a fuoco nell'aprile del 2007, tre giorni prima dell'inaugurazione. Ieri nella nuova sede in via Pareto un centinaio di teste rasate hanno festeggiato la nuova apertura nei locali presi in affitto da Lino Guaglianone, ex esponente dei Nar, ora in La Destra, e messi in comune a quelli dell'ex negozio di gadget di estrema destra gestito da Alessandro Todisco, detto Todo, leader di Cuore Nero e nome storico dell'estrema destra milanese, 36 anni, giá  condannato per istigazione all'odio razziale nell'inchiesta che portó allo scioglimento di Azione skinhead, tutt'oggi punto di riferimento degli Irriducibili dell'Inter. Il gruppo aveva annunciato una conferenza stampa, poi l'ha annullata denunciando una «campagna di criminalizzazione» nei loro confronti. «Raccontate Cuore Nero con i nostri progetti» dicono ai giornalisti, che intanto peró vengono tutti filmati da una telecamera. Un fotografo viene schiaffeggiato da un esponente di Cuore Nero perché scatta alcune foto durante l'inaugurazione e la telecamera di un reporter viene stata sbattuta contro un muro: all'interno del centro non si possono fare riprese.

 

Tra birra e magliette nere, occhiali scuri e teste rasate, toni aggressivi e cori, l'inaugurazione è andata avanti fino a tarda sera con un centinaio di militanti, mentre a 400 metri di distanza gli antagonisti dei centri sociali, all'interno del centro sociale Torchiera, partecipavano a una "cena militante" e a un concerto. In mezzo, centinaia di poliziotti e carabinieri in assetto anti sommossa presidiavano tutti i punti di accesso alla zona per impedire ogni contatto tra le fazioni opposte ed evitare che una giornata di tensione si concluda con un bilancio di violenza ancora piú pesante.

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