News per Miccia corta

27 - 08 - 2008

Il libro di Tavaroli. "Telecom sempre stata incrocio tra servizi segreti, politica e sottogoverno"

 

(dagospia.it)

 



 

MISTERI E INTRIGHI A QUATTRO MANI

Da La Stampa - Sta per uscire da Mondadori (pp. 241, e18,50) Spie di Giorgio Boatti e Giuliano Tavaroli, protagonista del discusso caso della Security Telecom nell'era di Tronchetti Provera al vaglio dei giudici milanesi. Secondo gli autori, i nuovi agenti segreti sono i professionisti dell'intelligence privata a cui si affidano le grandi holding per imporsi sui nuovi mercati, per individuare i piani dei concorrenti, per smascherare dipendenti infedeli e manager corrotti, per affrontare le emergenze che scoppiano sui diversi scacchieri coinvolgendo le proprie diramazioni produttive ed economiche. Dal libro estraiamo alcuni elementi di un racconto che porta alla luce le attivitá  delle Security nel mondo della competizione globale.

 

QUELLE SPIE VENUTE DAL PIOMBO

Da "Spie" di Giorgio Boatti e Giuliano Tavaroli

 

E' stata la fine degli «anni di piombo» a immettere sul mercato della sicurezza privata nuove figure professionali, di solito formatesi nel contrasto investigativo e operativo che ha chiuso i conti con il partito armato.

Fino agli anni Ottanta gran parte dei responsabili della Sicurezza interna delle piú importanti holding del Paese erano stati reclutati tra gli ufficiali dell'Arma o nei quadri superiori delle forze armate. Meglio ancora se con qualche esperienza nelle missioni militari all'estero o nei reparti speciali.

 

Giuliano Tavaroli che dal nucleo speciale del generale Dalla Chiesa transita prima alla Security di Italtel (azienda, guarda caso, tra quelle che erano state maggiormente infiltrate dai brigatisti e dalle altre formazioni terroristiche) poi alla Pirelli e quindi alla Telecom, non delinea una parabola isolata. Domenico Di Petrillo, capo della sicurezza dell'Eni, è stato il capo dell'antiterrorismo a Roma come Sergio Micheli, ex-capo della sicurezza Alitalia. Altri loro colleghi hanno invece altre storie.

 

FONTI

In Pirelli il lavoro di verifica avviene giá  allora attraverso agenzie di investigazioni internazionali: usiamo la Kroll, la Pinkerton e varie altre agenzie. Il tempo, e non piú solo l'informazione, diventa un fattore decisivo. Emanuele Cipriani, giá  fornitore dal 1994 della Pirelli, prima che io vi entrassi, con la sua Polis d'Istinto si propone come fornitore per le attivitá  estere attraverso una sua societá  inglese e nel tempo risulta capace di rispondere alle nostre esigenze piú velocemente degli altri con buoni risultati. Poniamoci il problema della sua efficacia: esiste una regola aurea nel mondo dell'intelligence privata per la quale il committente non chiede mai al fornitore a quali fonti abbia fatto riferimento. E peraltro nessuno lo direbbe mai. Come accade del resto in tutte le altre attivitá : le fonti, se preziose, non si socializzano.

 

INTERCETTAZIONI

Le persone al telefono parlano. Parlano anche se sanno di essere intercettate. Il telefono è uno strumento diabolico: è come piazzare il microfono davanti a qualsiasi individuo, anche se non vuole parlare, nel momento in cui tu gli metti il microfono sotto il naso ti racconterá  tutta la sua vita. E' un comportamento che coinvolge tutti in modo compulsivo: al telefono chiunque prima o poi si spingerá  a dire le cose che non dovrebbe dire e senza sapere che chi ascolta di lá  valuta il tono, tiene nota del tenore della conversazione, registra il momento di imbarazzo, la diversificazizone rispetto al tuo modo abituale di esprimerti. E a questo punto la conversazione diventa sospetta e quindi viene analizzata. Morale: faceva bene Provenzano. Il telefono, per comunicare cose rilevanti, non si usa...

 

ROMA

A colpire la Roma che vive con lo sguardo perennemente puntato sui palazzi del potere è soprattutto quella che i bene informati chiamano la «congiunzione astrale». Ovvero la straordinaria coincidenza che - proprio all'indomani dell'11 settembre, dunque in una delle fasi in cui il tema della sicurezza si pone con maggior drammaticitá  in tutti i Paesi dell'Occidente - porta «i due gemelli» - cosí sono ribattezzati Tavaroli e Mancini sin da quando, giovanissimi, arrivano pressoché contemporaneamente nel Reparto Speciale antiterrorismo del generale Dalla Chiesa - alla scalata simultanea verso due incarichi che contano non poco nella geografia sommersa del potere. L'uno infatti sta giungendo ai piani alti del Sismi, il Servizio Informazioni Militare. L'altro gioca un ruolo rilevante, proprio sul fronte dell'organizzazione interna dell'Intelligence e della Sicurezza, nel gruppo che ora è arrivato al vertice di Telecom, compagnia nazionale delle telecomunicazioni, da sempre affollato incrocio tra affari e segreti, politica e sottogoverno.

 

SANGUE

Delle diverse centinaia di indagini che facciamo, passano il vaglio meno di un terzo degli esaminati. Lí dentro, tra tutti quelli che vengono proposti come pseudo controparti commerciali, troviamo di tutto: terroristi, commercianti di armi, trafficanti di sangue. Di tutto. In paesi dell'Africa, del Brasile, dell'Estremo Oriente c'era gente d'ogni risma che si candidava, o erano proposti, come agenti della Pirelli. Mi ricordo un episodio: in Sud Africa in una cena in ambasciata il responsabile dei mercati esteri dello sviluppo è contattato da un personaggio che presenta come un italiano con buoni rapporti con gli ambienti politici. Noi lo verifichiamo e dal suo «curriculum» salta fuori che è uno che localmente faceva traffici di sangue infetto. Vendeva in Europa sangue comprato lí con i relativi e discutibilissimi controlli medici. Del resto sul mercato mondiale intermediari e venditori si presentano davvero come una folla da suk arabo, come tipi umani c'è di tutto, ma proprio di tutto.

 

TELECOM

Fra tutte le grandi aziende italiane la compagnia telefonica è quella che dispone della struttura di sicurezza piú imponente: al momento dell'apogeo di Tavaroli ha un budget di 150 milioni di euro e piú di cinquecento dipendenti dedicati in tutto il mondo ma, soprattutto, un compito che la colloca in un crocicchio decisivo, perché qui passa la frontiera tecnologica piú avanzata, quella delle comunicazioni e della rete... In aggiunta gestisce le comunicazioni in rete e le linee dedicate e superprotette degli enti della difesa, delle forze dell'ordine e di istituti finanziari, da difendere contro le intrusioni, gli attacchi degli hacker, i virus telematici.

 

VIP

I livelli di protezione personale dispiegata per i nostri vip in determinate circostanze hanno dovuto fare i conti con esigenze di rappresentanza. Anzi, forse la parola giusta è piú propriamente rappresentazione... L'elicottero in stand-by per tutto il periodo della permanenza. Gli spostamenti su strada implicavano visto il soggetto da proteggere l'impiego di una vettura adeguata, ovviamente blindata e preceduta da un Blazer apristrada con segnale luminoso lampeggiante e un nostro contatto istituzionale a bordo... La protezione in albergo richiedeva, oltre alla bonifica anti-intercettazione della suite, anche la presenza di un uomo della sicurezza all'esterno... Nello stesso albergo c'era una stanza adibita a «crisis room»...

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