News per Miccia corta

13 - 08 - 2008

Bondi rilancia con una super-commissione per i film sul terrorismo

 

(il Riformista)

 


 

di MICHELE ANSELMI

 

 


 

Il commento sconsolato di un grande produttore italiano, tra i piú illuminati e pazienti: «Mi dispiace per il ministro. Si sta incartando dentro una battaglia sbagliata. Peccato. L'ultima sortita di Bondi, in materia di cinema, risale a ieri mattina. Intervenendo a Viva Voce su radio 24, ha annunciato testualmente: D'ora in avanti costituiró un comitato, un gruppo di persone al di sopra delle parti politiche, uomini di cultura che possano consigliare il ministero circa la necessitá , l'opportunitá  di finanziare film che riguardino il terrorismo». Si discuteva dell'ormai famoso Il sol dell'avvenire, accusato solo da Bondi, col conforto del Foglio, d'essere filo-brigatista o giú di lí. E siccome, ragionevolmente, il documentario di Fasanella&Pannone fu giudicato idoneo a ricevere il finanziamento di 250 mila euro da esperti nominati dal ministro Bottiglione, non da Rutelli, ecco l'ennesima precisazione bondiana: «C'è anche un problema che dovrá  essere affrontato, non solo da parte del governo, ma da tutte le forze politiche (sic). La commissione che ha deciso il contributo al Il sol dell'avvenire ha espresso la sua valutazione sulla base di una sceneggiatura, non sulla visione del film. Chiaro, quindi, che possa esserci una differenza sostanziale tra le due cose, quindi mi rendo conto delle difficoltá  che puó aver incontrato la commissione».

Se non siamo al ridicolo, poco ci manca. Su quali altri criteri dovrebbe esprimersi il ministero se non la qualitá  del copione e la bontá  dell'impianto produttivo? L'hanno ribadito ieri al Riformista due degli esperti, Francesco Gesualdi e Dario Vigano, che compongono la commissione piú rilevante, quella che dá  via libera, per importi fino a 2 milioni di euro, ai film «di interesse culturale nazionale». Ma adesso Bondi non si fida piú ed estrae dal cilindro una super-commissione, chiamata comitato, che si confronterá  direttamente con lui circa la «necessitá , l'opportunitá » di finanziare o meno film sui temi del terrorismo. Necessitá , opportunitá : occhio alle parole. Se non è censura preventiva, come vogliamo chiamarla?

«A questo punto non è in ballo il destino del nostro film, ma una questione ben piú importante che riguarda tutte le persone libere: di destra, di centro e di sinistra», commenta Giovanni Fasanella, che fu nel mirino delle Br quando lavorava a L'Unitá  nella Torino insanguinata degli anni Settanta e alle vittime del terrorismo dedicó il libro I silenzi degli innocenti. Ma è probabile che Bondi non sapesse. Cosí come, evidentemente, ignorava che Giovanni Berardi, al quale si deve la scandalizzata segnalazione in merito a Il sol dell'avvenire, non è piú presidente dell'Associazione vittime del terrorismo (Aviter), ruolo oggi ricoperto da Dante Notaristefano. E infine: nel suo comunicato, il ministro stronca il documentario per aver «riaperto drammatiche ferite nella coscienza etica del Paese». Per una volta si puó essere d'accordo con l'Anaca. Cos'altro dovrebbe fare il buon cinema se non indagare, riflettere sul passato, anche se ció «puó comportare il riaprirsi di ferite che aiutano a capire quanto accadde?»

 

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