News per Miccia corta

13 - 08 - 2008

Giulietti: La proposta del ministro Bondi è radicalmente sbagliata

 

 

 (Articolo21.info)



di Giuseppe Giulietti



Condividiamo parola per parola le riflessioni di Giovanni Fasanella. Quanto è accaduto in questi giorni attorno al film "Il sol dell'avvenire" realizzato da Gianfranco Pannone e Fasanella dovrebbe far riflettere qualsiasi persona che ami davvero la libera circolazione delle idee. Il ministro Bondi, e con lui altri politici hanno demolito il film e si sono spinti fino a chiedere la cessazione di qualsiasi contributo,  il tutto, si badi bene dopo aver fieramente premesso di non averlo visto. Sulla base del "sentito dire" hanno scatenato una campagna che aveva e ha l'obiettivo di ripristinare una sorta di censura preventiva sugli argomenti che gli autori produrranno in futuro. Quali saranno i temi proibiti? Chi stilerá  questa lista? Su questi argomenti non possono esistere margini di ambiguitá  e sarebbe un gravissimo errore pensare che si tratti di un affare privato degli autori e dei produttori del film.
Per questa ragione, oltre ad avere espresso solidarietá  agli autori abbiamo deciso di aprire anche su questo sito una discussione pubblica alla quale ci auguriamo vogliano partecipare non solo gli addetti ai lavori ma anche quanti rivendicano il diritto di poter scegliere liberamente il film da vedere, il disco da ascoltare, il giornale da leggere, il blog da consultare.
Nelle ultime ore, il ministro Bondi , peggiorando ulteriormente la situazione ha proposto l'istituzione di una specifica commissione che dovrebbe esaminare i soggetti e gli eventuali film sulla stagione del terrorismo. Tale proposta è radicalmente sbagliata. Per quale ragione occorre una commissione speciale dal momento che giá  esistono le commissioni ordinarie, composte peraltro da donne e da uomini di provata competenza professionale e dalla limpida biografia democratica?
Il cinema italiano, come ha giá  ricordato il presidente di Articolo21 Federico Orlando ha giá  vissuto stagioni infuocate e torbide. Non abbiamo nostalgia di quei tempi e terremo tutti i riflettori accessi affinché le stagioni del buio e della censura non tornino ad ammorbare la coscienza nazionale e l'intera industria culturale cinematografica. Ci auguriamo che, in occasione della prossima mostra del cinema di Venezia, insieme a tutte le associazioni del settore, si possano pubblicamente discutere questi temi e concordare una posizione comune.

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