News per Miccia corta

13 - 08 - 2008

Fasanella: Perché Bondi ha scatenato una guerra preventiva contro il nostro film?

 

 

(Articolo21.info)

 





di Giovanni Fasanella

 


 

Ora bisognerebbe soffermarsi a riflettere e valutare le conseguenze della polemica sul "Sol dell'avvenire". Qualcuno ha provato a domandarsi perché Bondi ha scatenato una sorta di guerra preventiva contro il nostro film? «E' un un film che offende le vittime del terrorismo e i loro familiari», ha tuonato il ministro. A dire il vero, l'unico ad essersi offeso è Giovanni Berardi, figlio del commissario assassinato dalle Br a Torino. Aveva letto sulla Stampa la notizia che il film era stato finanziato dallo Stato e ha telefonato a Bondi dicendosi indignato, «perché parlano sempre gli ex terroristi e mai le vittime», e lo ha esortato a intervenire contro di noi. Ma come poteva sentirsi offeso, Berardi, dal momento che non aveva nemmeno visto il film? Oltretutto, mi conosce benissimo, sa che sono il primo giornalista italiano ad aver dato voce alle vittime e ai loro familiari attraverso due libri (Guido Rossa, mio padre e I silenzi degli innocenti ), sa che sono il primo giornalista italiano ad aver raccontato la sua storia, sa che una sua frase è nella testata del mio blog ( www.lastorianascosta.com ), sa che negli ultimi quattro anni ho girato l'Italia in lungo e in largo, moltissime volte proprio insieme a lui, spiegando il punto di vista delle vittime e facendomi portavoce del loro diritto fondamentale: quello alla giustizia e alla veritá . Che cosa possa averlo indotto a telefonare al ministro per chiedergli di censurarci, è per me un mistero.

Ad ogni modo, se Bondi, prima di agire contro di noi, avesse telefonato al portavoce dell'Associazione delle vittime, Roberto Della Rocca, avrebbe avuto questa civilissima risposta: «Signor ministro, noi conosciamo Fasanella, conosciamo la sua storia personale e professionale. Abbiamo stima e rispetto nei suoi confronti, anche se non sempre siamo d'accordo con lui. In ogni caso, non ci permettiamo di giudicare un film che non abbiamo visto. Da parte nostra, mai ci saranno censure preventive». Se l'avesse fatto, diciamo la veritá , Bondi avrebbe evitato una figuraccia. E invece, subito dopo il colloquio con Berardi, ha iniziato a cannoneggiare contro di noi attraverso le televisioni, i giornali e le agenzie di stampa, quasi che Pannone ed io fossimo due pericolosi terroristi: «Ho dato precise disposizioni perché lo Stato non finanzi piú prodotti filobrigatisti», ha tuonato.

Ecco il punto su cui pochi hanno riflettuto. Chi ha colto la pericolositá  di una dichiarazione del genere, è un critico acuto come Michele Anselmi, il quale ha posto questa domanda, in un articolo apparso sul Riformista: con che animo ora potranno giudicare, le commissioni ministeriali chiamate a valutare le richieste di finanziamento?

Qualcuno ha provato a spulciare nella biografia politica del ministro Bondi? Non c'è traccia –un atto, un gesto, una parola, una sillaba, anche solo un sospiro- di un suo impegno a favore delle vittime del terrorismo. Nulla. Si è accorto della loro esistenza solo ora e le ha usate con cinismo e spregiudicatezza per un'operazione di censura preventiva che fará  sentire i suoi effetti ancora di piú nel futuro.  Il ministro si è arrogato il diritto di decidere lui («Ho dato precise disposizioni...»), in base ai suoi gusti personali, quali film si possono realizzare e quali no. Qui, il "Sol dell'avvenire", Pannone e Fasanella non c'entrano piú nulla. Qui è in gioco qualcosa di molto piú importante, che dovrebbe riguardare tutte le persone libere, di destra, di centro e di sinistra.

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