News per Miccia corta

09 - 08 - 2008

Moro cercava per l'Italia un ruolo importante tra le grandi potenze

 

(la Repubblica, sabato 9 agosto 2008)

 



 

ALBERTO CUSTODERO

 

 


«I documenti scoperti da Repubblica all'Archivio di Stato sono inediti e molto interessanti perché confermano e arricchiscono l'azione politica di Aldo Moro ministro degli Esteri fra il '69 e il '74». Secondo Agostino Giovagnoli, ordinario di storia contemporanea e autore del libro Il caso Moro, una tragedia repubblicana, quelle carte rimaste finora segrete «mostrano un'intensitá  di azione e di interventi che rivelano l'esistenza del progetto di Aldo Moro sul piano della politica internazionale». Moro, in sostanza, «era convinto che l'Italia potesse costituire un soggetto importante ed esercitare un ruolo dinamico nello sviluppo della situazione internazionale dominata allora dalla "politica dei blocchi"».

Professor Giovagnoli, quei telegrammi riservati indirizzati a Saragat e Colombo, delineano un profilo di Moro pressoché sconosciuto: la sua apertura alla fornitura di armamenti ai Paesi arabi, anche quelli, come la Libia all'indomani della presa di potere dei Colonnelli, non proprio da considerarsi moderati.

«Se quei telegrammi segreti dimostrano che Moro effettivamente era consapevole che il mercato degli armamenti giocava un ruolo importante in politica estera, lo storico Luca Riccardi nel libro Il problema Israele documenta che nello stesso periodo c'è un tentativo del ministro degli Esteri italiano per arrivare a convincere Usa e Urss a bloccare la vendita di armi in Medio Oriente. Un tentativo che, peró, poi fallisce».

Dalle carte dell'Archivio di Stato, emerge con chiarezza che Moro ha esercitato una politica filoaraba, arrivando talvolta a mettere in discussione il rapporto con gli Stati Uniti e con il maggiore alleato di Washington nell'area, vale a dire Israele.

«Non credo che si possano attribuire a Moro delle posizioni antiamericane. ሠvero peró che c'erano dei settori del mondo americano (a cominciare da Kissinger), che non condividevano e non apprezzavano la politica di Moro. Nei documenti pubblicati da Repubblica si testimonia chiaramente che in quegli anni Moro svolse una politica di contatti frequenti con il mondo arabo, nel contempo provó a sollecitare gli Stati Uniti ad avere una politica piú filoaraba, soprattutto verso Paesi moderati come Egitto e Giordania».

Lascia forse un po' stupiti, peró, che Moro si fosse dichiarato favorevole a fornire a Gheddafi non proprio armi, ma elicotteri e aerei da addestramento.

«In quel periodo in cui in Italia montava un forte risentimento contro Gheddafi che aveva cacciato la colonia italiana, Moro ebbe una posizione impopolare. Cercó di salvare il dialogo con il Colonnello libico perché c'erano alte poste in gioco. Fu uno dei rari casi in cui in Italia la politica estera prevalse su quella interna».

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