News per Miccia corta

08 - 08 - 2008

FUORI LO STATO DAL CINEMA, FUORI IL CINEMA DALLA POLITICA!

 

(www.lastorianascosta.com)

 

 

 


 

 

Sono in partenza per il Festival di Locarno, dove il "Sol dell'avvenire"¬Ě sar√°¬† proiettato in anteprima mondiale, come evento speciale, domani alle 18,30. Sono molto curioso di vedere come reagir√°¬† il pubblico di un paese che non ha tra i suoi governanti un politico come Sandro Bondi.

 

Gi√°¬†, avete letto sui giornali le dichiarazioni del nostro ministro della cultura contro il "Sol dell'avvenire"¬Ě: offende la memoria delle vittime del terrorismo, dice. E ha dato "precise disposizioni"¬Ě perch√© in futuro lo Stato non finanzi pi√ļ prodotti "filobrigatisti"¬Ě.

 

Lei, Bondi? A me? Ma mi faccia il piacere!

 

Non vi staró a spiegare perché questo film non offende la memoria delle vittime. Non credo che ce ne sia il bisogno: la mia storia personale e professionale parla da sola. Come, del resto, il curriculum del regista Gianfranco Pannone, uno dei migliori documentaristi italiani. Comunque, vedrete e giudicherete. Sí, lo vedrete, il film. Perché anche se non dovesse arrivare nelle sale, sará  nelle librerie grazie a Chiarelettere, una nuova casa editrice che a un anno appena dalla sua nascita si è giá  imposta come un punto di riferimento per tutte le persone libere. Per fortuna, questo Paese ha la straordinaria capacitá , quando viene chiuso uno spazio di libertá , di riaprirne subito un altro.

 

Nei prossimi giorni torner√≥ sull'argomento. Ora vorrei dire la mia su uno dei problemi che si pongono dopo l'intervento censorio del ministro Bondi: il rapporto tra cinema e potere politico. Non sono un uomo di cinema, ma in questi anni ho frequentato abbastanza per farmi un'idea di come stanno le cose. Non esiste pi√ļ, da noi, un'industria cinematografica degna di questo nome, perch√© la politica l'ha distrutta, e le responsabilit√°¬† sono tanto della sinistra quanto della destra. L'unica possibilit√°¬† di fare cinema, in Italia, √® attraverso i fondi dello Stato, che li concede di fatto in base agli umori e ai gusti di un ministro. Questa √® la vera indecenza. Perch√© s√≠ √® creato cos√≠ una totale dipendenza del mondo del cinema dal potere. Ho visto produttori, distributori, registi, attori, sceneggiatori fare cose imbarazzanti di fronte al potente di turno. Occorerebbe un sussulto di dignit√°¬† per sganciarsi dai protettorati politici, cacciare lo Stato dal cinema e creare le condizioni per un'industria non assistita, libera, indipendente, che si regga esclusivamente sulla qualit√°¬† del prodotto. Allora forza, amici cineasti, di destra, di centro e di sinistra: su la schiena!

 

 

Giovanni Fasanella

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