News per Miccia corta

05 - 10 - 2005

Lucarelli sugli Anni '70, critiche da destra e sinistra

«Secolo» e «manifesto» contro Blu notte.
E il conduttore: il quotidiano comunista ha ragione

Lucarelli sugli Anni '70, critiche da destra e sinistra

«Ha assolto la violenza rossa» «No, ha descritto solo un massacro»
ROMA - Attaccato da destra e da sinistra. L'ultima puntata di Blu notte, la trasmissione dello scrittore Carlo Lucarelli dedicata agli anni Settanta e alla scia di morti che li aveva costellati, non è piaciuta né al Secolo d'Italia, organo di Alleanza Nazionale, né al manifesto. Per motivi diversi, ovviamente. Secondo Flavia Perina, direttore del Secolo d'Italia , Lucarelli «ha apparecchiato una fiction di due ore allo scopo di assolvere la violenza di sinistra, tutta e senza distinzione». La direttrice accusa Lucarelli anche di avere inserito nel programma una lunga serie di imprecisioni quando non dei veri e propri falsi. Per esempio a proposito di un passamontagna che sarebbe stato usato per compiere diversi assassini politici, dopo essere stato imbevuto nel sangue di alcuni ragazzi di destra uccisi.
Per il manifesto, invece, la colpa di Lucarelli e degli autori della trasmissione è di essere stati incapaci di «restituire un quadro storico che, amputato della politica, si riduce ad un massacro tanto feroce quanto demente».
Il conduttore si difende, con ferma pacatezza: «La critica del manifesto ha un fondamento: è vero che nella trasmissione mancavano gli approfondimenti politici. Con la puntata sulle Brigate Rosse avevamo rimediato dividendo l'argomento in due puntate, stavolta invece non è stato possibile. Ma secondo me anche gli elenchi di morti servono: è giá  un modo di informare, visto che molta gente o non sapeva o non ricordava quante fossero state le vittime. L'alternativa era non fare niente. Certo, servirebbero altri programmi di approfondimento. Ma questa volta non avevamo lo spazio fisico per poterlo fare». Respinte al mittente, invece, le contestazioni del giornale di Alleanza Nazionale. «Ognuno ha diritto di fare le critiche che vuole, per caritá  - dice Lucarelli - . Ma non è vero che ho travisato la realtá . Le cose che ho detto ci sono state raccontate dai protagonisti, come Giusva Fioravanti. E anche la storia del passamontagna - conclude - l'abbiamo riportata esattamente come ci era stata raccontata da alcuni ragazzi che appartenevano alle formazioni di destra di quegli anni».
Giuliano Gallo
Corriere della sera, 5 ottobre 2005


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