News per Miccia corta

06 - 08 - 2008

La Francia scarcera l'ex br Petrella

 

(la Repubblica, mercoledí 6 agosto 2008)

 



 

L'avvocato esulta Il suo stato psico-fisico è "incompatibile con la detenzione"

Secondo alcune voci, sarebbe stato lo stesso Sarkozy a sollecitare il provvedimento


GIAMPIERO MARTINOTTI




PARIGI - Marina Petrella ha ottenuto la libertá  provvisoria per motivi di salute. L'ex brigatista, 54 anni, in attesa di essere estradata in Italia, continuerá  ad essere curata all'ospedale psichiatrico parigino Sainte-Anne e quando uscirá  dovrá  risiedere a casa sua. Ma i suoi difensori e i suoi amici hanno ottenuto una vittoria insperata ancora un mese fa: di fronte alla prostrazione psico-fisica della donna e agli appelli dei medici, il governo ha dato via libera alla sua liberazione condizionale. Il che non significa che la donna potrá  restare Oltralpe: la decisione di ieri non blocca infatti il processo di estradizione, arrivato alla sua ultima tappa.

A chiedere la scarcerazione è stata la procura generale di Versailles, cioè il governo, visto che in Francia le procure dipendono direttamente dal Guardasigilli e ne eseguono gli ordini. E la sezione istruttoria della corte d'appello ha accettato la richiesta, motivata dal sostituto procuratore generale: «L'evoluzione dello stato di salute della Petrella non è compatibile con la detenzione». E questo malgrado l'ex brigatista non fosse piú in carcere, ma in ospedale: la sua stanza era sorvegliata da due poliziotti in civile, mentre due in uniforme stazionavano all'ingresso. Ma gli psichiatri parigini hanno sempre rifiutato di curare pazienti in stato di detenzione, perché lo ritengono incompatibile con le cure necessarie nei casi gravi. Per questo il professor Frédéric Rouillon, che dirige il reparto in cui è ricoverata la Petrella, ha chiesto che venisse liberata. La sua autorevolezza (insegna alla Sorbona ed è specialista degli stati depressivi) ha sicuramente spinto il governo a fare un gesto in favore dell'ex terrorista.

L'avvocato della Petrella, Irène Terrel, ha salutato la posizione del Pm e dopo il verdetto ha firmato un comunicato con il professor Rouillon: «Questa liberazione le consentirá  di curarsi nelle condizioni richieste dal suo stato, sia fisico sia psichico. Scegliendo questo gesto umanitario, le piú alte autoritá  dello Stato hanno manifestato una volontá  di acquietamento che apre alla signora Petrella la strada della speranza». Una chiara allusione a Nicolas Sarkozy: secondo voci inverificabili, sarebbe stato lo stesso capo dello Stato a sollecitare la libertá  condizionale per la Petrella, forse anche su richiesta della cognata, l'attrice Valeria Bruni-Tedeschi, che giorni fa ha visitato l'ex terrorista. Secondo i suoi medici, la donna ha perso il 20 per cento del suo peso, è affetta da sindrome suicida e si stava lasciando morire, pur avendo accettato una fleboclisi. Il suo stato si è molto degradato, tanto che i suoi amici hanno temuto per la sua vita. Il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner si è compiaciuto per la decisione dei giudici, precisando di essere sempre stato favorevole a una soluzione umanitaria, appropriata per un detenuto malato.

I giudici hanno tuttavia imposto alcune regole: la Petrella dovrá  curarsi e indicare alla procura generale qualsiasi cambiamento di ospedale. Una volta dimessa, dovrá  risiedere a casa sua ad Argenteuil, nella periferia parigina. Quanto all'estradizione, la procedura va avanti: Franá§ois Fillon ha firmato il decreto per la consegna all'Italia il 3 giugno, ma l'avvocato dell'ex brigatista ha fatto ricorso al Consiglio di Stato. La prassi vuole che si attenda il verdetto della piú alta autoritá  amministrativa del paese prima di eseguire un decreto di estradizione ed esso non arriverá  prima dell'autunno. Nel frattempo, Oreste Scalzone e gli amici della Petrella cercheranno di convincere Sarkozy a sospendere la consegna all'Italia applicando la «clausola umanitaria» prevista dalla Convenzione del 1957.

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