News per Miccia corta

05 - 08 - 2008

Mantovani e Consolo gli amici delle Farc ``Ci sono stati incontri, l'Italia sapeva tutto``

 

"Abbiamo aiutato la guerriglia ma solo per favorire il processo di pace in Colombia"


OMERO CIAI

 


 

Subito svelato il mistero intorno all'identitá  dei due "fiancheggiatori" italiani dei guerriglieri delle Farc finiti in un dossier "europeo" dell'antiterrorismo colombiano perché rivelati dai computer di Raul Reyes. Sono Ramon Mantovani e Marco Consolo, due noti dirigenti di Rifondazione che si sono a lungo occupati di relazioni internazionali per il partito e che, ieri, in una conferenza stampa hanno smentito qualsiasi "relazione illegale" con l'ex numero due delle Farc. «Che i nostri nomi fossero in quei computer - ha detto Mantovani - non mi stupisce affatto, ma il fatto che sia io sia Marco ci firmassimo sempre con i nostri nomi e non con nomi in codice (o "nomi di battaglia", come scritto nel dossier colombiano) dimostra che non avevamo proprio nulla da nascondere».

Quindi, almeno per quel che riguarda l'Italia, la rete europea pro-Farc evapora davanti al portone della sede nazionale di Rifondazione, in via del Policlinico a Roma. In sostanza, Mantovani e Consolo, ammettono di aver avuto contatti con i guerriglieri ed anche di averli aiutati, ma sempre alla "luce del sole" e per "favorire il processo di pace". Mantovani incassa anche l'unica intervista concessa da Marulanda, il fondatore delle Farc deceduto nel marzo di quest'anno, ad un giornalista italiano. «Fui io - dice - a portare Ettore Mo da "Tirofijo"». Altrimenti, sottintende, quell'intervista non l'avrebbe mai avuta.

«Accusa ridicola», dunque, quella contenuta nel dossier colombiano che cita "Ramon" e "Consolo" come "pedine delle Farc" soprattutto perché - spiega Mantovani - «i nostri rapporti sono sempre stati ufficiali ed istituzionali, al punto che ne erano informati gli ultimi tre presidenti della Camera, l'ambasciata italiana e la Farnesina». Dopo la morte di Reyes, ucciso il primo marzo in Ecuador, i contatti - aggiunge Mantovani - si sono interrotti. Ma anche il governo colombiano conosce benissimo "Ramon" e "Consolo" e tutte le attivitá  da loro svolte in Colombia sono state concordate con i vertici istituzionali di quel paese. Forse - ipotizza Mantovani - dopo il blitz che ha liberato la Betancourt, Uribe vuole "criminalizzare" tutti coloro che nel mondo si sono battuti per una soluzione negoziata della guerra civile, tagliando i ponti internazionali delle Farc. Forse.

O forse qualcuno a Bogotá  sospetta che dietro le relazioni "alla luce del sole" ci possa essere stato anche altro e ha lanciato il sasso. Di certo "l'ode" in morte del "compagno Raul Reyes" scritta da Mantovani e pubblicata su Liberazione ai colombiani non dev'essere piaciuta proprio. Lavorare per il processo di pace è un conto, "tifare" per un'organizzazione che, anche secondo Bruxelles, fa "narcoterrorismo" rischia di diventare altro.

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