News per Miccia corta

03 - 08 - 2008

Cofferati: ``Chi ha una carica istituzionale non cerchi di riscrivere la storia``

 

(la Repubblica, domenica, 3 agosto 2008)

 



 

Ho apprezzato il ministro Rotondi, ha pronunciato parole precise e importanti. Chi se ne è andato ha sbagliato

Il 2 agosto è una data molto sentita, non solo a Bologna, e per nulla rituale. E fondamentale resta il livello della partecipazione


ALDO BALZANELLI

 


 

BOLOGNA - ¬ęCredo sia grave che una carica istituzionale solleciti la riapertura di un processo sulla base di perplessit√°¬† della pubblica opinione. Se esistono elementi per farlo lo decide semmai la magistratura. Ho apprezzato molto di pi√ļ delle parole di Fini quelle del ministro Rotondi nel suo discorso di oggi davanti ai familiari delle vittime¬Ľ. Il sindaco Sergio Cofferati, che dopo le tensioni suscitate dall'intervista di un suo assessore ha appena tirato un sospiro di sollievo per aver scongiurato il rischio che per la prima volta in 28 anni il governo disertasse la manifestazione che ricorda la strage del 2 agosto 1980, √® preoccupato per le parole contenute nel messaggio del presidente della Camera sugli esiti giudiziari dell'inchiesta sull'attentato.

Sindaco, come mai secondo lei da quasi tre decenni, puntuali ad ogni anniversario si rinnovano tensioni e polemiche intorno a questo appuntamento?

¬ęLa manifestazione del 2 agosto ha un lato positivo e uno negativo. Quello positivo √® la grande partecipazione popolare e istituzionale che si rinnova ogni anno e che non ha riscontri in nessun altro appuntamento in tutta Italia: √® uno spaccato bello di un Paese che non dimentica. Proprio questa carica simbolica per√≥ diventa vettore per le polemiche legate alla politica spicciola. √°ňÜ un paradosso, ma la credibilit√°¬† e la partecipazione sono cos√≠ elevate da diventare catalizzatore di polemiche¬Ľ.

Quella di Fini peró non la si puó definire politica spicciola.

¬ęC'√® chi vuole riscrivere o rileggere la storia degli anni pi√ļ tormentati della nostra democrazia. La strage di Bologna e la storia recente di questa citt√°¬† restano uno snodo decisivo sul quale esercitare maggiormente i tentativi di revisionismo. Attivit√°¬† che una carica istituzionale non dovrebbe praticare¬Ľ.

Un ruolo molto attivo l'ha svolto sempre in questa direzione il presidente Cossiga. Secondo lei perché?

¬ę√°ňÜ difficile da comprendere quale sia la ragione. Nel suo racconto di quegli anni c'√® la riproposizione testarda di tesi mai provate insieme a ricostruzioni invece molto verosimili. Sul 2 agosto per√≥ vengono periodicamente rilanciate ipotesi che nel tempo la magistratura ha vagliato e poi accantonato perch√© prive di fondamento¬Ľ.

Torniamo alla manifestazione di oggi. C'è stato qualche fischio, ma soprattutto metá  della piazza ha voltato le spalle e se n'è andata nel momento in cui cominciava a parlare il ministro Rotondi.

¬ęUn atteggiamento che trovo profondamente sbagliato. Chi se ne va prima di ascoltare nega legittimazione al proprio interlocutore¬Ľ.

Invece Rotondi ha stupito favorevolmente molti con il suo intervento "a braccio".

¬ęS√≠, ho trovato molto efficace la decisione di rinunciare al testo ufficiale e interloquire con una piazza che aveva mandato segnali di ostilit√°¬†. Le parole che ha pronunciato sono state molto precise ed efficaci su tre punti: se non piacciono i giudici che fanno politica, non devono piacere neppure i politici che fanno i giudici. √°ňÜ la miglior risposta alla riproposizione delle "piste alternative". Poi il riconoscimento dell'antifascismo come valore fondamentale; e infine la scelta del terrorismo di Bologna come luogo del dialogo da colpire. Come luogo del "buon colloquio", del rapporto dialettico tra culture diverse. Alla fine comunque, a parte qualche fischio, ha prevalso una convergenza larghissima¬Ľ.

Pace fatta insomma con il ministro Rotondi.

¬ęTutto si √® risolto nel migliore dei modi, anche perch√© il governo sostituendo il Guardasigilli, aveva gi√°¬† dimostrato un'attenzione positiva alla manifestazione, scegliendo di neutralizzare le possibili strumentalit√°¬†¬Ľ.

Ma dopo 28 anni non pensa che la forma scelta per ricordare le vittime della strage sia diventata un rito ormai un po' datato?

¬ęC'√® una cosa che resta fondamentale in questo appuntamento: il livello della partecipazione. √°ňÜ una data molto sentita, non solo a Bologna, e per nulla rituale. Poi c'√® qualcosa che potrebbe essere rivisto. Mi piacerebbe molto un'occasione di riflessione sulle tante pagine che hanno segnato e ferito Bologna per un arco di tempo molto lungo: dalle stragi sui treni all'omicidio di Marco Biagi. Alcune verit√°¬† giudiziarie sono assodate, ma ci sono elementi che non sono sufficientemente chiari, non soltanto relativamente ai mandanti di alcuni attentati. Penso ad esempio alla vicenda della Uno bianca, una strage strisciante, uno stillicidio di atti criminali che ha pesato molto sulla percezione di stabilit√°¬† di un territorio e rappresenta ancora oggi una delle pagine pi√ļ inquietanti e non del tutto chiarite¬Ľ.

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