News per Miccia corta

30 - 09 - 2005

Rostagno: Contro la mafia ma senza essere ``al servizio dello Stato``



Dal quotidiano ``Liberazione``, 29 settembre 2005

Il 26 settembre del 1988 veniva assassinato Mauro Rostagno. Il silenzio intorno alla sua tragica morte
suona di rimozione, non solo sulle cause ma sull`intera vicenda politica e umana

Contro la mafia ma senza essere ``al servizio dello Stato``


Eleonora Cirant
Chi si ricorda di Mauro Rostagno? L`anniversario della sua morte non è una ricorrenza ``netta``, scandita nel tempo da celebrazioni ufficiali o dalla conseguente attenzione dei media. Chi ha voluto parlare di Mauro nella ricorrenza del suo assassinio, avvenuto il 26 settembre 1988, racconta anzi di porte chiuse in faccia. L`Associazione Societá Informazione e il Centro San Fedele di Milano hanno organizzato un incontro per ricordarlo. E` un atto d`amore e insieme di denuncia per una smemoratezza fin troppo politica, per una vicenda giudiziaria marchiata dall`ambiguitá , per un`inchiesta archiviata in sordina. Non si sa chi abbia ammazzato Rostagno, di cui non è mai stato trovato il corpo. Chi ne aveva il potere, non si è dato troppo da fare per trovare i mandanti, dice Chicca Roveri, la sua compagna, intervenuta insieme a Sergio Segio, Franco Corleone, Cecco Bollosi, Marco Boato (padre Bartolomeo Sorge non ha potuto partecipare, ma la sua presenza attiva nella lotta alla mafia rivela la non casualitá  della sede dell`incontro).
Rostagno era diventato un personaggio scomodo ed è stato fatto fuori. Come giornalista dell`emittente televisiva locale di Trapani, Rtc, si era conquistato l`ascolto del novanta per cento della popolazione - o del popolo? - grazie ad un linguaggio semplice ma senza censure. Denunciare la mancanza d`acqua o la ``munnezza`` che invadeva le strade non significava solo segnalare una cattiva amministrazione, ma dichiarare a voce alta l`esistenza di un sistema di potere e la volontá  di non subirlo piú. Sfidava la mafia dissacrandola, sbeffeggiando i potenti, mescolando ironia e coraggio. Alla fine, la gente faceva la fila per denunciare quello che non andava in cittá : si stava scrollando di dosso la paura. «In un mondo come quello siciliano dove la politica è sottoposta a messaggi criptici e trasversali anche quando non si danno messaggi in codice ma si parla di cose normali, il suo parlare semplice era straordinario», dice Corleone.

Poco piú di un mese prima dell`omicidio, Rostagno riceve un avviso di garanzia dalla magistratura milanese in relazione al delitto Calabresi. Il conseguente isolamento lo rende vulnerabile. Successivamente, nel corso dell`inchiesta sulla sua morte, si accavallano in modo poco chiaro provvedimenti giudiziari che lasciano sulla vicenda il ``timbro dell`equivoco``. Al culmine dell```ignominia giudiziaria`` la sua compagna è sospettata con altri di avere organizzato il delitto. Nel `96, infine, l`inchiesta è trasferita in sordina da Trapani alla Procura antimafia di Palermo (ma negli anni precedenti si era appunto negato che si trattasse di un delitto di mafia).

Ci si interroga su un silenzio che suona di rimozione, non solo sulle cause della morte ma sull`intera vicenda politica e umana. Che cos`ha di tanto imbarazzante questa vita? Difficilmente etichettabile, Mauro ha lottato contro la mafia ma senza essere ``al servizio dello Stato``. «L`immaginazione al potere e la lotta alla mafia sono la stessa cosa perché espressioni della voglia di vivere», diceva, trasformando la ``pazzia per la libertá ``, il succo vitale del Sessantotto, nel qui ed ora di un terreno sociale accidentato dalla mafia. Fu eterodosso e dissacrante anche negli anni della politica ``totalizzante``, dal movimento studentesco del Sessantotto trentino, alla militanza in Lotta continua, all`esperienza di Macondo, ``arancione`` in India, fino alla Comunitá  Saman, vicino a Trapani. Boato ricorda che non disse mai ``formidabili quegli anni``, ma «formidabile ogni momento vissuto».

E` la storia di un uomo che ha vissuto amando la libertá  fino a morirne. Suggerisce Corleone che Rostagno simboleggia una stagione politica che porta il segno della sconfitta. E` un martire laico: un personaggio fuori moda. A Saman, comunitá  di accoglienza per tossicodipendenti e non solo, l`obiettivo è «avere al centro la libertá  per esaltare la responsabilitá ». Non fa audience chi voleva libertá  al posto di catene se, nel segno dei tempi, è in produzione una fiction per celebrare Muccioli. L`apologia di San Patrignano viaggia di pari passo con la censura di modelli alternativi di intervento sociale.

Eppure, mai dire mai. Durante l`incontro abbiamo visto in anteprima un bel filmato sulla vita di Rostagno, Una voce nel vento, che sará  distribuito in home video. Il regista è Alberto Castiglione, un trentacinquenne di Palermo. Non è un caso che l`interesse venga da parte dei giovani. Toccherá  a loro indagare i fatti e, infine, storicizzare.



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