News per Miccia corta

02 - 08 - 2008

Libero Mancuso: «Istituzioni, politici e intellettuali, in tanti contro la veritá  sulla strage»

 

 

 

(Liberazione, 2 agosto 2008)

 


 




Vittorio Bonanni




I numerosi, purtroppo, anniversari delle tante stragi che hanno insanguinato l'Italia sono sempre occasione di polemiche politiche. Questa volta è toccato all'attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, che provocó 85 morti e oltre duecento feriti. L'assessore agli affari generali e istituzionali al comune felsineo, nonché ex magistrato, Libero Mancuso ha accusato il governo di essere rappresentato alla commemorazione della strage da un esponente minore come il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, che aveva preso il posto del ministro per la Giustizia Alfano, la cui presenza era stata a sua volta fortemente contestata soprattutto da Rifondazione comunista.

L'ex Presidente della Corte d'assise di Bologna, chiamato da Liberazione , preferisce non tornare su una polemica che ritiene ormai chiusa e superata. Ho sempre ritenuto che la commemorazione del 2 agosto rivestisse un interesse nazionale - ha detto Mancuso - accanto al dolore che ci unisce alle vittime, alla riconoscenza che tutti dobbiamo all'Associazione dei Familiari di tutte le stragi che hanno insanguinato il nostro Paese, senza la cui forza, come di recente ci ricorda Giovanni Moro in un suo prezioso scritto, tante veritá  non sarebbero venute alla luce, il 2 agosto di ogni anno celebriamo il valore della Memoria, il dovere per ogni cittadino che intenda fino in fondo esercitare i suoi diritti, di conoscere i tanti misteri che hanno avvolto la nostra storia repubblicana.

 

Non tutti sembrano peró orientati in questa direzione?

Purtroppo è cosí. Sono tuttora impegnati in un'opera di occultamento pezzi delle nostre istituzioni, esponenti della politica nazionale, persino, sovente in buona fede, stimabili intellettuali che hanno il difetto di saper poco di ció di cui parlano. A tutti costoro voglio ricordare che comunque la pensino su molteplici decisioni dei nostri Tribunali e delle nostre Corti di Cassazione, dovrebbero approfondire il quadro storico che accompagna la ricostruzione di eventi drammatici come le stragi, i tentativi golpisti, l'intossicazione delle indagini che hanno puntualmente contrassegnato le relative vicende giudiziarie. Un tema affascinante che stranamente tutti si guardano bene dal percorrere perché comporterebbe analisi ben piú impegnative e dolorose per i tanti soloni che inanellano anno dopo anno ricostruzioni giudiziarie d'accatto che si distinguono per la loro mutevolezza ed irrilevanza.

 

Assessore, a questo proposito la sentenza che ha portato il 23 novembre del 1995 alla condanna di Fioravanti e Mambro è stata spesso contestata. Viene considerata, non solo dai diretti interessati, ma anche da soggetti diversi, una sentenza basata su un teorema piuttosto che su delle prove. Un ragionamento condiviso anche da settori della sinistra. Malgrado ci sia una veritá  giudiziaria anche su questo caso rischiamo dunque di non avere una veritá  storica assoluta una volta per tutte. Qual è la sua opinione?

Quanto alla veritá  sulla strage di Bologna, ripeto ció che dico da anni, da quando cioè, subito dopo le sentenze definitive, si è preannunciato il ricorso ad una istanza di revisione finora mai praticata. Per quel che mi riguarda, non ho mai preteso che veritá  giudiziaria e veritá  storica coincidessero ma ho sempre sostenuto che, allo stato degli atti, quella giudiziaria rappresentasse la piú corretta e giusta delle soluzioni possibili. Dall'altro lato non è mai stata offerta una alternativa credibile come ho avuto modo di riferire anche ai piú accaniti sostenitori di tesi avverse, ai quali ho contrapposto l'insufficienza e la plateale infondatezza delle loro ricostruzioni. Purtroppo senza esito.

 

Proprio in un'intervista rilasciata oggi (ieri per chi legge ndr) all'Ansa Fioravanti si dice vittima della ragion di stato. Sostiene, come Cossiga, che la loro colpevolezza è servita a coprire altre veritá , come l'esplosione del carico di plastico palestinese o piuttosto una punizione contro un'Italia troppo filoaraba. Non sono certo delle novitá  e in ogni caso tutto sembra servire a rendere piú torbida ed incomprensibile alla gente la storia di questa terribile vicenda. Non ne usciamo insomma.

Voglio limitarmi a dire una cosa, a dare insomma un'indicazione: che se si volesse davvero ricostruire la veritá , bisognerebbe fare riferimento al piú completo documento pubblicato in questi anni rappresentato dal libro di Riccardo Bocca, dal titolo significativo Tutta un'altra Strage . Di fronte al silenzio che accompagna le aggressioni a quelle veritá  giudiziarie, mi dichiaro disponibile, ove Liberazione intendesse farlo, ad un esame serio della vicenda del 2 agosto, peraltro ignota anche ai tanti detrattori di quelle carte processuali.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori